██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Calboli
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
I mwbgCalboli, mwbwda Calboli o con il passare del tempo anche mwcade' Calboli, ed ancora molto spesso ricordati anche come mwcqPaolucci o mwcgPaulucci de' Calboli,cite-ref-calboli-1-0[1] da un ramo della famiglia risalente a Paolo o Poluccio, collaboratore del mwdwCardinale Albornoz. I Calboli sono una famiglia nobiliare mweaforlivese,cite-ref-crollalanza-2-0[2] di tradizione mwfqguelfa e quindi, durante le vicende storiche, spesso avversaria degli mwfgOrdelaffi, contro i quali, con altalenanti vicende, si scontrarono per il controllo di numerosi territori romagnoli.
Contents
• Storia
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Storia
Sebbene molto spesso risulti difficoltoso spiegare se il nome di una mwiagens derivi dal luogo di origine, o se il luogo di origine tragga il nome dalla famiglia più importante, nel caso dei Calboli la situazione sembra essere molto più semplice. Seppure esistano autori che, come per molte antiche famiglie feudali della Romagna, rintraccino le origini del nome in antichi invasori germanici, per i Calboli l'origine del nome sembra più veritiero essere derivato dalla loro località di origine:cite-ref-crollalanza-2-1[2] il cognome di questi potenti signori deriva infatti dalla località mwjqCalboli, da mwjgCalvum, cioè calvo, in riferimento alla zona brulla e poco alberata dove la famiglia si era originata. In quest'area, tra le colline che separano le comunità di mwjwPredappio e mwkaRocca San Casciano, sorgevano i feudi della famiglia. Ed in queste zone, di notevole interesse strategico a quei tempi per il controllo dei valichi appenninici, la famiglia si ritirava ogni qual volta declinavano le fortune guelfe.
Da sempre oppositori dei ghibellini mwkgOrdelaffi,cite-ref-calboli-1-1[1] la sfera di influenza dei Calboli variava costantemente con il variare del potere degli Ordelaffi. Arrivarono a controllare mwlwBertinoro e per giunta, sebbene per poco tempo, anche mwmaForlì. Nel periodo di maggiore splendore, governarono su mwmqCivitella, mwmgMeldola, mwmwPredappio e mwnaFiumana e su numerosi centri e castelli della zona.
Si ha notizia di un mwngFulciero e di un mwnwRanierocite-ref-crollalanza-2-2[2] che parteciparono alla prima crociata, mentre un altro mwpaRaniero fu mwpqpodestà di Forlìcite-ref-crollalanza-2-3[2] nel mwqg1243 e costruttore del ponte sul fiume mwqwRonco secondo un'epigrafe che era possibile leggere fino al XIX secolo. Nello stesso periodo si sa che un Fulciero fu prigioniero di mwraFederico II di Svevia nelle lotte di Forlì contro mwrqFaenza ma dovette essere poi tornato libero se in una bolla del papa mwrgInnocenzo IV del mwrw1244cite-ref-calboli-1-2[1] vengono a lui confremati i suoi possedimenti. È probabile che dal quel momento inizi la tradizione guelfa della famiglia. Ed è anche probabile che in questo contesto che, combattendo contro mwtaGuido da Montefeltrocite-ref-3[3] e poi contro i mwuqGuidi, andarono a creare il loro feudo e a collocare il loro fulcro nella frazione di Calboli.
Quando nel mwxa1376 mwxqSinibaldo Ordelaffi fa il suo colpo di mano per impadronirsi di Forlì, i Calboli sono così deboli da non potersi opporre. Tuttavia, mwxgFrancesco Ordelaffi, signore di Forlì per vari anni, era figlio di Onestina Calboli.cite-ref-5[5] Poi per varie ragioni Francesco da Calboli nel 1371 dona tutti i suoi beni alla mwywRepubblica di Firenze,cite-ref-calboli-1-3[1] che estende così il proprio dominio e la propria influenza su larga parte della Romagna, fino a Napoleone. I Calboli non fanno più paura e gli stessi Ordelaffi li riammettono in Forlì dove, di poco in poco, abbandoneranno anche il vecchio prestigioso nome, per adottare il solo mwaapatronimico mwaqPaulucii.cite-ref-crollalanza-2-4[2]
Nel 1635 per le sue antichissime origini le loro terre furono riconosciute tuttavia feudo dell’impero e con esso il titolo di conti dell’impero (19.09.1635); nel 1721 il granduca Giangastone riconobbe il feudo col titolo di contea al cardinale Fabrizio Paolucci de' Calboli che, nel 1726, alla sua morte la lasciò a Cosimo Merlini, figlio del marchese Pietro Martire Merlini che aveva sposato (1687) Angiola Guerriera Paolucci, sorella del cardinale Fabrizio ed ultima erede dei conti di Calboli; Cosimo nel 1726 acquisì così per eredità il doppio cognome Merlini Paolucci de’ Calboli per volontà dello stesso cardinale Paolucci, suo zio materno. L’infeudazione venne confermata nel 1738 come contea di Bellavista e Calboli, allo stesso Cosimo Merlini che con i suoi eredi la detenne fino alle riforme leopoldine sull'abolizione dei feudi toscani.
Esponenti illustri
• mwdaFulcieri da Calboli
• mwdgFrancesco Paolucci
• Vittorio Paolucci de Calboli
• Rinieri Paolucci de Calboli
Note
cite-note-calboli-11. ↑ mwjwmwkamwkqPaulucci di Calboli, su mwkgtreccani.it. mwkwURL consultato il 12 maggio 2024.
cite-note-crollalanza-22. ↑ mwnwmwoaCrollalanza,mwoq p. 196.
cite-note-33. ↑ mwpqmwpgmwpwCalboli Fulcieri., su mwqatreccani.it.
cite-note-44. ↑ mwramwrqmwrgEnciclopedia Dantesca. Calboli., su mwrwtreccani.it.
cite-note-55. ↑ mwswmwtamwtqTreccani.it. Ordelaffi Francesco., su mwtgtreccani.it.
Bibliografia
• Giovanni Tassani, mwugResponsabilità e storia. I Paulucci di Calboli sulla scena del Novecento, Grafikamente, Forlì 2018
• citerefcidcrollalanzaGiovan Battista di Crollalanza, Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili o notabili italiane estinte e fiorenti, vol. 1, A.Forni, 1886, SBN RAV0179678.
Collegamenti esterni
• citerefenciclopedia-italianaAngiolo Gambaro, PAULUCCI di CALBOLI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1935.
• mwwqEnciclopedia Dantesca. Calboli..